060608


Tellurica. Pino Genovese/ Alberto Timossi

Data: da 14/07/23 a 01/12/23

Orario

Dal 14 luglio al 15 ottobre 2023 - prorogata al 1°dicembre 2023
dal martedì alla domenica ore 10.00-18.30
Ultimo ingresso mezz’ora prima della chiusura
Giorno di chiusura
Lunedì

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Ospitato in

Indirizzi

Indirizzo: Via Francesco Crispi, 24
Zona: Rione Campo Marzio (P.Spagna-P.Popolo-Pincio) (Roma centro)
Ingresso disabili: Via Zucchelli, 7
Zona: Rione Colonna (Pantheon-Montecitorio-Barberini) (Roma centro)
E’ necessario richiedere l’apertura dell’accesso disabili, citofonando in via Crispi, 24 oppure telefonando ai numeri della Galleria: 06 4742848; 06 4742909

Informazioni

Consultare la pagina: Biglietti

Tel. 060608 (tutti i giorni dalle 9.00 alle 19.00)

Promossa da Roma Capitale, Assessorato alla Cultura, Sovrintendenza Capitolina ai Beni culturali

Supporto organizzativo Zètema Progetto Cultura

A cura di Davide Silvioli

 

Contatti

Telefono: 060608 (tutti i giorni dalle 9.00 alle 19.00)

Descrizione

Due opere ambientali che mettono in dialogo le materie utilizzate dai due artisti con lo spazio architettonico tardo-cinquecentesco del museo.

Il progetto presenta al pubblico due opere ambientali inedite, realizzate in coppia da entrambi gli artisti ed esposte insieme a un gruppo di fotografie che testimoniano momenti di cooperazione tra Genovese e Timossi, i quali, in questa circostanza, uniscono le caratteristiche dei rispettivi linguaggi.

L’esposizione si articola su tre diversi ambienti della Galleria d’Arte Moderna, andando dall’esterno all’interno.

Ad aprire il percorso di visita, l’ingresso di via Crispi vede la collocazione della scultura Innesto, per poi passare alla serie fotografica visibile nel chiostro delle sculture che anticipa il chiostro-giardino, a sua volta luogo d’intervento per l’installazione Tellurica, da cui proviene il titolo del progetto.

Tanto le fotografie quanto i due lavori ambientali consentono di osservare le possibilità di dialogo tra le materie distintive del lessico dei due artisti, ossia legno di recupero (Genovese) e PVC (Timossi), configurate giungendo a un suggestivo livello di uniformità che, al contempo, qualifica le soggettività. La mostra raccorda le ricerche dei due autori a partire dalla predisposizione comune a operare nello spazio aperto, con interventi su scala ambientale. Sulla base di questa attitudine condivisa, Genovese e Timossi, per Tellurica, hanno eseguito due opere ex novo, nate dal connubio tra i loro alfabeti e ideate per conversare con il contesto che le accoglie. Nei lavori, la forza primigenia della natura si compenetra con le proprietà dell’artificio umano, modulandosi reciprocamente e in risposta all’architettura circostante. Ne deriva un'estetica composita, che rinnova aspetti disciplinari legati all’essenza stessa della scultura e alla sua declinazione in chiave installativa, riunendo dimensione arcaica e artefatto industriale, materia geofisica e materiale sintetico, modello naturale e antropizzazione.

Pino Genovese (Roma, 1953). Figlio d’arte, suo padre, lo scultore Rocco Genovese, lo segue nei primi insegnamenti del disegno e lo coinvolge nella fotografia di sue opere. Si diploma in design all'Istituto ISIA di Roma. Lavora nello studio di Lavinio, a contatto con la natura e il mare; suoi riferimenti e fonti di ispirazione. Dopo un periodo dedicato alla scultura, senza mai tralasciare il disegno, comincia a sperimentare l'installazione. La sensibilità verso la natura lo induce a creare opere che ne restituiscono una visione arcaica, ricorrendo a materiale recuperato in spiagge e nel sottobosco.
Ha esposto al Centro Luigi Di Sarro di Roma, al Museo Nitsch di Napoli, all'Area Archeologica di Satricum di Le Ferrerie (LT), all'Accademia Belgica di Roma. Suoi interventi ambientali sono in permanenza presso il Museo di Arte nella Natura di Opera Bosco, il Parco Internazionale di Scultura Contemporanea Sculture in Campo, il Parco Allestimenti di Arte Contemporanea Terra Arte.

Alberto Timossi (Napoli, 1965). Si è formato tra Genova e Carrara, dove ha frequentato la Scuola di Scultura dell'Accademia di Belle Arti. Lavora nel suo studio di Roma, dove, da qualche anno, conduce una personale ricerca sull'arte ambientale, realizzando installazioni scultoree con l'uso di materiali derivanti dall'edilizia. Dopo aver confrontato il proprio lavoro in vari contesti urbani, l’attenzione verso l'ambiente naturale, che si modifica in risposta ai processi di antropizzazione, costituisce il centro della sua pratica recente.
Ha esposto al Pastificio Cerere di Roma, alla Collezione Manzù di Ardea, al MUSMA di Matera, al Palazzo dei Consoli di Gubbio, alla Fondazione Orestiadi di Gibellina. Suoi interventi ambientali sono stati realizzati presso le cave Michelangelo di Carrara, il laghetto del Col d’Olen in Valle d’Aosta, il ghiacciaio del Calderone sul Gran Sasso, l’area sacra del Kothon sull’isoletta di Mozia.

Vedi anche

Eventi e spettacoli › Manifestazioni
Data: 25/11/23
Data di ultima verifica: 27/04/23 08:29
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