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Ente Parco Regionale Riviera di Ulisse - Gianola e Monte di Scauri

Tipologia: Parco regionale urbano

Contatti

Telefono: 0771 743070

Orario

Liberamente fruibile tutto l'anno
Per le visite organizzate > www.parchilazio.it/gianola

Descrizione

Posizione geografica: nel Lazio meridionale, comune di Formia (provincia di Latina), a metà strada tra Formia e Minturno

Parco Regionale di Gianola e Monte di Scauri è sicuramente una delle più preziose aree del golfo di Gaeta. Sorto nel 1987 tra i Comuni di Minturno e di Formia. Alla delicata voce della natura si associa quella della storia attraverso i suoi indizi, fatti di mura e vestigia antiche. Natura ed archeologia, sono l’elemento vincente del Parco. Tra il verde della caratteristica vegetazione della macchia mediterranea, abitato da una discreta fauna ed avifauna, si scorgono i resti della villa del Cavaliere Mamurra (I sec. a.C.), di un ninfeo a pianta ottagonale detto “Tempio di Giano”, di un sistema ingegnoso di bacini idrici, di fontane e cisterne, di un sistema di scale che degradano verso il mare. Ultimo promontorio meridionale del Lazio, costituito da un rilievo collinare, con quote attorno ai 40 metri sul livello del mare, adiacente al più vasto rilievo del Monte di Scauri (123 metri). Situato a sud del Lazio a pochi chilometri dalla regione Campania tra i Comuni di Formia e Minturno, Provincia di Latina. L'area del Parco, situata alla base dei contrafforti a mare dei Monti Aurunci, gode di un clima particolarmente mite, di tipo decisamente mediterraneo, che ne consente la frequentazione durante tutte le stagioni dell'anno.
Geologia
Il Parco di Gianola e Monte di Scauri rappresenta la porzione più meridionale, prospiciente la costa, dei rilievi calcarei mesozoici dei Monti Aurunci, che ne rappresentano la struttura di base.
Le rocce  affioranti sul promontorio sono di origine sedimentaria e sono costituite da conglomerati a ciottoli eterogenei con cemento di natura calcarea, associati a episodi sabbiosi, limosi e argillosi (Pleistocene-Pliocene) che rappresentano l'ossatura principale del promontorio; il loro aspetto bucherellato e corroso rivela l'azione dell'acqua su questo tipo di roccia.
L'acqua crea, con il suo potere di sciogliere e depositare il carbonato di calcio, una serie di forme in superfizie ed all'interno delle rocce carbonatiche di tutto il Parco: solchi piccoli e grandi, buchi e tasche, grotte e cristallizzazioni.
Le forme di erosione superficiale sono visibili un pò ovunque camminando per il Parco, mentre quelle di cristallizzazione sono spettacolari nelle grotte come nella cisterna delle  36 Colonne.
Nella zona costiera verso l'abitato di Formia affiorano invece dei depositi dunari sia antichi che recenti (Olocene-Pleistocene) di natura prevalentemente sabbiosa.
Verso l'interno e fino alla SS. Appia affiorano coperture eluviali recenti, depositi di colmamento di depressioni in aree carsiche da parte dei prodotti eruttivi provenienti dall'apparato vulcanico di Roccamonfina, e tufi pedogenizzati.
Pertanto le litologie affioranti all'interno dell'area del Parco hanno prevalentemente due origini: da una parte rappresentano il prodotto dell'azione di smantellamento di rilievi calcarei già emersi (Cretacico-Miocene), e dall'altra risultano legati all'azione distensiva che ha interessato l'intera costa laziale, all'epoca della formazione dell'apparato vulcanico di Roccamonfina (Miocene-Pliocene).
Flora
Il territorio del Parco presenta al suo interno una notevole ricchezza di specie vegetali.
La forma di vegetazione predominante è costituita dalla macchia mediterranea che in alcuni settori assume le caratteristiche di vera e propria foresta o di pascolo arborato; più spesso la sua fisionomia si avvicina a quella di un cespuglietto, la macchia bassa, in seguito alle trasformazioni indotte da secoli di incendio e pascolo.
La specie arborea  prevalente è la quercia da sughero (Quercus Suber), pianta sempreverde, che ricopre pressoché totalmente il versante nord del Parco, fino a raggiungere il litorale.
Altre querce presenti in loco sono il leccio (Quercus Ilex) e la roverella (Quercus Pubescens).
Il sottobosco qui è costituito da specie mediterranee sempre verdi come l'erica arborea, il corbezzolo (Arbutus Unedo) e liane come lo stracciabrache (Smilax Aspera) e il caprifoglio (Lonicera Implexa).
La macchia bassa è popolata principalmente da mirto (Myrtus Communis), lentisco (Pistacia Ientiscus), fillirea (Phillyrea Iatifolia), erica (Erica Multifora), alcune specie di ginestre e di cisti.
Talvolta si incontrano esemplari isolati di carrubo (Ceratonia Siliqua) e sul versante sud orientale è possibile ammirare magnifici esemplari di pino d'Aleppo (Pinus halepensis).
Sulle rupi a mare, esposte agli spruzzi salmastri domina il finocchio di mare (Crithmum Faritimum), pianta aromatica un tempo presente nell'alimentazione dei pescatori.
Tra le specie  a fioritura vistosa si possono trovare, nelle varie stagioni: asfodeli, ciclamini e giaggioli. Interessante è la presenza di numerose specie di orchidee spontanee tra cui la rara Spirantes Spiralis, con scapo ad andamento elicoidale, e la graziosa Ophrys Holoserica.
Fauna
La fauna presente nel parco di Gianola è legata alla composizione ambientale dell'area stessa un biotopo costiero caratterizzato da costa rocciosa con ambienti vegetazionali di tipo erbaceo e boschivo; inoltre, a causa della posizione geografica, lungo la costa tirrenica, l'area rappresenta un importante luogo di rifugio per l'avifauna migratoria.
L'ambiente costiero è frequentato prevalentemente da uccelli marini come il  gabbiano comune, il gabbiano reale ed il cormorano; durante le forti mareggiate si possono osservare anche la berta maggiore e la berta minore.
Durante le migrazioni si incontrano le più svariate specie di uccelli: falconiformi, aironi, anatre - che si riposano nelle acque marine antistanti - e numerose specie di trampolieri grandi e piccoli, sia quelli palustri che quelli della costa marina, come la beccaccia di mare, il piovanello tridattilo ed il voltapietre.
La costa rocciosa del Parco ospita specie rupicole come il rondone ed il piccione selvatico.
Un raro e prezioso abitante dell'area di Gianola è la  tartaruga comune.
La fauna di ambiente terrestre può essere suddivisa tra quella della sughereta e quella dei prati ad ampelodesma; entrambi ospitano comunque le più svariate specie migratrici.
Nella sughereta incontriamo soprattutto le specie boschive come l'upupa, il torcicollo, l'allocco, la capinera, la cinciallegra e la cinciarella e silvidi tipici della macchia mediterranea come l'occhiocotto e la sterpazzolina.
I prati ospitano fringuelli, verzellini, verdoni, passeri e zigoli.
I mammiferi del parco di Gianola sono rappresentati dal riccio, dalla volpe, dalla donnola oltre a numerose specie di micro-mammiferi roditori, come l'arvicola e il topo selvatico, ed insettivori come il toporagno.
Tra i rettili si trovano il ramarro, la testuggine comune, e varie specie di lucertole e di serpenti quali il biacco e la biscia.
Luoghi di particolare interesse:
L'attuale paesaggio del territorio del Parco porta le tracce di un'antichissima frequentazione umana.
Strumenti litici rinvenuti in superficie datano al Paleolitico medio le prime testimonianze della presenza dell'uomo nella zona. Più eminente la villa sul Promontorio di Gianola verso Formia (sec. I° a.C. son successivi adeguamenti del I° sec. d.C.), probabilmente di Mamurra (ricco cavaliere formiano arricchitosi nelle campagne militaria in Spagna ed in Gallia di Cesare), disposta in due bracci orientati specularmente con al culmine un ninfeo a pianta ottagonale detto "Tempio di Giano": conteneva una fonte che alimentava nella villa bacini, fontane, terme, la cui acqua era accumulata in cisterne come quella centrale detta delle "Trentasei Colonne". Le terrazze digradanti al mare, con lunghi portici, erano collegate da scale di cui una coperta detta "Grotta della Janara" (strega).
Su una peschiera della villa presso il "Porto di Gianola", intorno al 1930 venne edificato un approdo.
Per la difesa costiera furono edificate nel XVI secolo delle torri di vedetta: di Scauri (rudere), del Fico, di Gianola (distrute) e Torre Foce verso il Rio Santa Croce. La Torre di Scauri (Torre Quadrata o dei Cavallari) sorge su di un picco a strapiombo sul mare, di fronte all'abitato di Scauri; fu eretta, forse riconvertendo una preesistente struttura, nella seconda metà del XVI secolo per potenziare la difesa costiera insieme alle già esistenti torri del Fico, di Gianola (oggi distrutte) e Torre Foce verso il Rio Santa Croce, che furono invece erette nella I metà del secolo, in seguito ad un'ispezione dell'ingegnere Benvenuto Tortelli lungo le coste del Regno di Napoli.
All'inizio del secolo scorso venne utilizzata, al pari di altre vedette, come postazione doganale.
La torre attualmente è priva della parte superiore e della scala di accesso, mantiene comunque la sua forma quadrata di circa 13 metri alla base ed 11 alla sommità per un'altezza di 14 metri a creare una curiosa forma tronco-piramidale, tipica delle rocche di difficile accesso.
Area marina protetta
L' area marina, con un'estensione di circa 5 ettari, si estende sul tratto di mare antistante il Parco di Gianola e Monte di Scauri, nel cuore del parco: raggiunge i sei metri di profondità; la costa è a scogliera con una piccola spiaggia a ciottoli e con fondali anche sabbiosi e comprende una piccola insenatura, che la tradizione identifica come Porto Cofenegliu. Sui fondali si trovano alghe coralline ed alghe verdi.
Numerosi sono gli uccelli marini che si possono avvistare: gabbiani, beccacce di mare, il cormorano ed il piccolo piro piro.
Nelle acque nuotano triglie, cerchie, salpe, saraghi, occhiate oltre al cavalluccio marino, simbolo dell'Oasi.
Porticciolo romano
Punto d'attracco delle piccole navi romane, ristrutturato nel 1930 su una preesistente peschiera per allevamenti ittici della villa (Mamurra) da un barone per l'attracco della propria barca.
Grotta 7 cannelle 
Di origine carsica come dimostrano le stalattiti con all'interno una pozza d'acqua dolce.
Cisterna maggiore
È una cisterna per l'accumulo delle acque, ha una capacità di contenimento d'acqua di circa 900 mc. costruita con opus reticulatum e opus incertu

Ne fanno parte

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Data di ultima verifica: 14/06/23 11:40
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