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A.A.Agata cerca lavoro

Data: da 27/04/19 a 28/04/19

Orario

Sabato 27 aprile 2019, ore 21.00
Domenica 28 aprile, ore 18.00

La programmazione potrebbe subire modifiche o annullamenti. Si consiglia di verificare il sito e/o la pagina facebook del teatro

Ospitato in

Indirizzo

Indirizzo: Via Ostuni, 8
Zona: Quartiere Alessandrino (Roma est)
Inserire l'indirizzo di partenza
tra Via Prenestina e Viale Palmiro Togliatti

Informazioni

Biglietti

Intero 12€ – Ridotto 10€ (over 65, under 24, possessori di Bibliocard)

Per info e prenotazioni: 06 69426 222;‬ 06 69426 277‬ promozione@teatrobibliotecaquarticciolo.it

Contatti

Descrizione

A.A.AGATA CERCA LAVORO

di Dana Łukasińska – traduzione Monika Wozniak
con Luisa Borini, Dario Caccuri, Cesare D’Arco, Arianna Pozzoli, Giulia Quadrelli, Marialice Tagliavini
regia Mario Scandale

Prima Nazionale

Lo spettacolo A.A.Agata cerca lavoro nasce dall’incontro con il testo di Dana Łukasińska grazie al bando Fabulamundi. Playwrighting Europe – Beyond Borders? che promuove la drammaturgia contemporanea dei paesi coinvolti.
A partire da questo testo la compagnia Ginkgo Teatro ha deciso di sviluppare un progetto, per il quale ha ricevuto una menzione speciale, con l’intenzione di proseguire un percorso di ricerca sulla figura della donna nella società contemporanea.

In particolare in questo caso il focus della nostra indagine è il mondo del lavoro. Attraverso la vicenda di Agata, vogliamo esplorare in profondità dinamiche perverse divenute pericolose consuetudini, talmente assimilate da fare ormai parte della nostra identità sociale, ma paradossalmente sempre più difficili da riconoscere e contrastare. La discriminazione, le molestie, gli abusi di potere sono realtà note a tutti, a cui però ancora troppo spesso le donne sono sottoposte nell’ambiente lavorativo e non solo.

Emblematico è il ruolo della madre di Agata, nel quale Łukasińska dipinge con amara ironia il ritratto di una donna assuefatta all’immagine femminile proposta dai media e che incoraggia la figlia ad assecondare qualsiasi tipo di subordinazione pur di trovare un lavoro.

La cifra stilistica di questo testo, segnata da cinismo e surrealtà, ci permette di giocare con stereotipi e paradossi sociali attraverso stereotipi e paradossi teatrali, tentando in questo modo di disinnescarli dal loro interno.

La riflessione su questi temi è stata ed è tutt’oggi affrontata in tanti ambiti e attraverso tanti linguaggi, dalla politica alle arti. Tuttavia, crediamo fortemente che continuare a interrogarsi e confrontarsi con il pubblico su questo argomento sia ancora urgente e necessario.

Data di ultima verifica: 28/02/19 16:24
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