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Bosco Parrasio

Tipologia: Villa

Indirizzo

Indirizzo: Salita del Bosco Parrasio
Zona: Rione Trastevere (Gianicolo) (Roma centro)
Salendo su Via Garibaldi

Contatti

Orario

Visite al giardino del Bosco Parrasio

Per ottenere l’autorizzazione a visitare, singolarmente o in gruppo (non più di 15 persone), il giardino del Bosco Parrasio è necessario inviare una richiesta, diretta al Custode generale dell’Accademia dell’Arcadia, all’indirizzo e-mail info@accademiadellarcadia.it.

Ciascun visitatore deve inoltre compilare e firmare la Dichiarazione di assunzione di responsabilità€ e inviarla per e-mail contestualmente alla richiesta di visita.

Nel caso di un gruppo organizzato, le dichiarazioni dei singoli componenti sono inviate dal coordinatore.

Le visite si svolgono di venerdì, dalle 11.00 alle 12.00.
Sono gratuite e non prevedono una guida.
Se nella richiesta viene espressa la preferenza per una data, se ne terrà conto compatibilmente con la disponibilità di posti.
Nei mesi di luglio e agosto le visite sono sospese.
Si precisa che è possibile visitare soltanto il giardino e che quest’ultimo è privo di servizi igienici.

Si può prenotare una visita anche compilando il form alla pagina > www.accademiadellarcadia.it/bosco-parrasio

Descrizione

Cenni storici
L’area dove si trova il Bosco Parrasio fu donata dal re del Portogallo Giovanni V all’Accademia dell’Arcadia, fondata a Roma nel 1690, da poeti appartenenti alla cerchia della regina Cristina di Svezia, per ospitarne le riunioni.
I membri dell’Arcadia aspiravano a restaurare la sobrietà nella poesia italiana, contrapponendosi al cattivo gusto barocco e ispirandosi all’Antica Grecia con i suoi valori bucolici e pastorali. Si erano precedentemente riuniti nella selva di S. Pietro in Montorio, nella villa del duca Mattei di Paganica e nel giardino Riario. Un bosco costituiva un luogo perfetto per gli ideali dell’Accademia e venne denominato “Parrasio” da una regione dell’Antica Grecia.

La conquista di una dimora fissa avvenne nel 1725, quando il re Giovanni V del Portogallo donò scudi quattromila da impiegarsi nella compra d’un luogo permanente per la Sede de gli Arcadi (Mancurti, Vita di Gio. Mario Crescimbeni, p. 85). Acquistato un terreno alle pendici del Gianicolo, la costruzione del nuovo Bosco Parrasio fu affidata all’architetto Antonio Canevari, Elbasco Agroterico in Arcadia, coadiuvato dall’allievo Nicola Salvi, Lindreno Issuntino in Arcadia. Questi realizzarono una scalinata su tre livelli, simile a quella di Trinità dei Monti, che immetteva a un piccolo anfiteatro e immediatamente dopo a una graziosa palazzina in stile neoclassico dalla facciata concava.

Da luogo itinerante, il Bosco Parrasio divenne così dimora stabile, consentendo agli Arcadi di organizzare con maggior agio le loro Ragunanze.

Per la realizzazione del Bosco fu chiamato Antonio Canevari, anch’esso Arcade, che insieme a Nicola Salvi, ideò l’ingresso composto di due elementi incurvati, ognuno scandito da due pilastri, su cui figura l’iscrizione “Accademia degli Arcadi”, e le tre rampe curve di scale simmetriche che raccordano l’entrata all’edificio sulla collina. "Canevari elaborò un progetto che risolveva in maniera brillante la difficoltà dell'inclinazione del terreno: questo venne strutturato in tre ripiani, raccordati da rampe di gradini alternativamente concave e convesse, poste verso i confini laterali dell'area e sostenute da parapetti. Sul primo terrazzamento venne collocata una fontana, mentre sul secondo un anfiteatro ellittico.
L’edificio, detto il Serbatoio, che ospitava l’archivio e la segreteria, fu restaurato nel 1760 da Clemente Orlandi, ma fu rifatto completamente da Giovanni Azzurri nel 1838.
La facciata, riprende l’emiciclo dell’anfiteatro ed è scandita da otto colonne egizie e due pilastri. Vi furono inserite anche due lastre con le dieci leggi degli Arcadi, scritte dal canonico Giovanni Mario Crescimbeni, tra i fondatori dell’accademia e Custode generale per trentotto anni. Sui lati della facciata sono affisse le tavole delle leggi, dodici secondo la tradizione romana: in alto l'iscrizione "Deo nato sacrum" ci dice che il bosco era dedicato a Gesù Bambino. Sul ripiano intermedio vi è una finta grotta, all'ombra di un pino gigantesco, mentre nel ripiano inferiore vi è una grande edicola di marmo che racchiude un'iscrizione del 1726 che ricorda la donazione del re di Portogallo. 

Dopo il primo periodo di successo incontrastato che durò quasi un secolo, arricchito dalla presenza di numerosi uomini illustri, iniziò il declino dell'Arcadia, finché, verso la fine del Settecento, il Bosco venne miseramente abbandonato. Fu poi riaperto nel 1839, dopo il restauro e il rifacimento del Serbatoio.

Flora:
Tutto il complesso è arricchito da maestosi lauri, magnolie, cipressi, pini, oleandri e glicini.

Vedi anche

Cultura e svago › Verde › Giardini, ville e parchi urbani
Data di ultima verifica: 30/03/22 14:51
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