060608


Teatro Argot Studio

Indirizzo

Indirizzo: Via Natale Del Grande, 27
Zona: Rione Trastevere (Gianicolo) (Roma centro)
Inserire l'indirizzo di partenza

Contatti

Telefono: 06 5898111
Acquisto online: www.biglietto.it
Twitter: twitter.com/argotstudio

Orario

Botteghino:
dal Martedì al Sabato dalle ore 18.00 alle 20.00
Domenica dalle ore 15.00 alle 17.00

Prenotazioni:
dal Lunedì al Venerdì dalle ore 10.30 alle 17.30
Sabato dalle 18.00 alle 20.00
Domenica dalle 15.00 alle 17.00

Spettacoli:
dal martedì al sabato ore 20.30
domenica ore 17.30

I biglietti prenotati devono essere ritirati entro 20 minuti dall'inizio dello spettacolo

Informazioni

Biglietto intero: € 12,00
Tessera annuale: € 5,00

Biglietto ridotto € 10,00, studenti € 8,00
Tessera associativa stagionale (obbligatoria) € 5,00

Descrizione

Questo spazio così elastico e avveduto, così trampolino e meeting point, così fabbrica e palestra, così galleria e Village, questo spazio che creò mode e modelli, che lanciò sistemi aggregativi e frontiere elaborate o disincantate del linguaggio, che si liberò di ideologie per mettere in produzione idee, e che mutò la mappa della nuova scena a Roma e, direi, in Italia, questa stanza di compensazione della scrittura, della voce e della regia in un quadro di club culture che rendeva tutti (artisti, addetti ai lavori e spettatori) responsabili di pratiche nuove, di tensioni nuove, di crisi nuove, di sarcasmi nuovi, di scandali nuovi, di autoreferenzialità nuove, di internazionalità nuove, di poetiche nuove e di appartenenze nuove, questo luogo che esercitò risonanze e che diffuse un'identità formativa e informativa tale da segnare una svolta, questo campo da gioco per partite irrituali ma clamorose era una piccola sala nel quartiere Trastevere, l’Argot Teatro.

Una struttura ideata e condotta fin dalla metà degli anni Ottanta da un attore-regista, Maurizio Panici, che ebbe l’intuito di rendere fluida la programmazione, di creare una casa per gli artisti giovani, senza pretendere un tesseramento della ricerca. Il risultato di spettacoli, incontri, formule e progetti fu quello di svecchiare un panorama troppo elitario delle pur gloriose (e necessarie, a suo tempo) cantine romane. Senza dar vita, in questo processo di volta pagina mai polemico e mai violento, a un ennesimo catalogo disciplinato di tendenze, tanto è vero che non riesco, pur essendo stato un testimone assiduo di tutte quelle stagioni, a fissare nette coordinate, a sintetizzare un manifesto, a teorizzare un indirizzo.
    
Il fatto è che l’estrema novità dell’Argot Teatro consistette, vent’anni fa e in appresso, nel mescolare con avvedutezza le carte per far sì che il teatro diventasse un’attività creativa e consorziale spontanea (o quasi) contro lo stress del formalismo quotidiano, non dando regole ma istituendo un terreno neutro ospitante o negante tutte le regole. Dunque la storia dell’Argot è una storia di emozioni, di scoperte, di imprinting e di scelte (e ricordi) di nuova sensibilità. Dunque non m’è possibile tirare le somme ma m’è facile ricostituire flash, tratteggiare episodi emblematici, soffermarmi su sintomi che erano nell’aria, che si respiravano tra quelle mura trasteverine sempre gremite, chiacchierate, ambite.

Data di ultima verifica: 29/01/19 11:01
©2007 - Roma Versione classica